“Quando il pane cotto viene tolto dal forno [a legna] asciuga meglio e rimane meno secco … durante la fase dell’impasto è fondamentale controllare il tempo, l’umidità dell’aria, la temperatura esterna, e soprattutto la luna …
… tutti fattori che vanno analizzati nell’aggiungere acqua alla farina perché l’assorbimento è diverso … Ogni giorno la lavorazione è diversa. Ogni giorno aprendo il forno il pane potrebbe essere diverso … ormai l’esperienza mi permette di poter capire già dall’impasto se il risultato finale sarà accettabile”. Così Luigi, panettiere al forno della Berola, morto ancora giovane.
Il forno della Berola
È l’unico forno a legna di Ponte in Valtellina. Per un problema idraulico è rimasto chiuso alcuni anni. Poi si è deciso di ripararlo, anche con l’appoggio del Comune. Ma come si fa ad aggiustare un forno antico quando oggi tutti i forni sono tecnologici? chi è capace di farlo? Non si trovava nessuno in grado di dare assistenza. Poi finalmente s’è rintracciata una persona anziana in Emilia Romagna che lo aveva montato ai tempi. E l’ha sistemato.
Il forno della Berola ha riaperto e cuoce il pane di una volta, preparato con il lievito madre e con la segale e il saraceno coltivati a Teglio. Un pane ‘vero’, a filiera corta, difficile da trovare oggi.
Antichi saperi artigiani
Uno scenario come questo – riparare un antico forno, utilizzarlo correttamente, panificare secondo ritmi e procedure naturali e non industriali – è senz’altro diffuso in Italia. Saperi antichi, artigiani e tradizionali, chiusi nella mente e nelle mani esperte di pochi anziani. Saperi che, quando queste persone se ne andranno, saranno persi per sempre. Saperi che hanno valore, servono tuttora e sono ricercati di nuovo. Non possiamo permetterci di perderli.
Salviamoli con l’e-learning
Ecco, noi pensiamo che l’e-learning sia la chiave di volta per salvarli e ritrasmetterli. E allora dobbiamo rintracciare questi ‘guru’, depositari di una sapienza antica quanto preziosa, dobbiamo intervistarli e farci spiegare, dobbiamo riprenderli mentre ci fanno vedere con le loro mani abili, dobbiamo raccogliere la loro voce e salvare le loro parole.
Oggi possiamo farlo, abbiamo gli strumenti e le tecnologie, abbiamo la possibilità di riorganizzare questi saperi come corsi grazie ai metodi dell’e-learning, abbiamo il modo per diffonderli.
Non perdete l’occasione: se conoscete qualcuno di questi vecchi che ‘sanno’, ebbene trasformate il suo sapere in e-learning. Per riscoprire i mestieri di una volta, nuova frontiera professionale, forse.
[La foto del forno è tratta da questo articolo]

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