Possiamo star bene lavorando? L’attenzione sempre maggiore alla prevenzione delle malattie professionali e al benessere sul lavoro anche come fattori di business sta ridisegnando la formazione alla sicurezza e alla salute sui luoghi di lavoro. Tra i rischi emergenti compaiono quelli connessi allo stress, alla sedentarietà e ai lavori pesanti e ripetitivi.
Abbiamo intervistato Giorgio Mottini, Founder e Ceo di Eukinetica, una società che fa formazione alle aziende proprio sui temi connessi al benessere sul lavoro, nell’ambito dei programmi di aggiornamento quinquennale previsti dalla normativa.
Benessere e lavoro: intervista a Giorgio Mottini
Domanda: A seconda che si svolga un lavoro in piedi, da seduti o in movimento possono sorgere problemi di salute diversi. Ci puoi spiegare anzitutto quali sono i disturbi più frequenti legati alle differenti tipologie di lavoro?
Giorgio: Generalmente laddove c’è una mansione con un movimento ripetuto, la parte del corpo che compie il gesto può divenire sofferente. Inizialmente a livello di tensioni e rigidità muscolari, successivamente si possono presentare infiammazioni tendinee e delle componenti articolari. Infine usura delle stesse con la comparsa di patologie croniche associate a dolori. E così il piastrellista potrebbe avere problemi alle ginocchia, il parrucchiere alle spalle, il massaggiatore alle mani. Un operaio che utilizza frequentemente un trapano avvitatore potrebbe soffrire di problematiche muscolo-articolari alla mano, ai polsi, ai gomiti, alle spalle e alla cervicale a seconda anche delle posizioni del corpo che mantiene durante l’utilizzo dell’attrezzo.
Questo tipo di insorgenza può avvenire soprattutto nei lavori più manuali ma non solo. Al tunnel carpale, che è una patologia a carico del polso, può andare incontro anche l’impiegato che utilizza il mouse e la tastiera per diverse ore al giorno, mantenendo l’arto superiore in una posizione non neutra e di sforzo.
E poi oltre ai movimenti ripetitivi ci sono le posture incongrue. Sono quelle posizioni che in alcuni casi sono apparentemente innocue, che per il solo fatto di essere mantenute a lungo possono nel medio lungo periodo portare a vari disagi. È il caso di tutti quei disturbi della colonna vertebrale (algie muscolari, artrosi, discopatie, ernie eccetera) che colpiscono chi sta molto a sedere. La posizione seduta è infatti una posizione che aumenta il carico a livello dei dischi intervertebrali a causa della modificazione delle curve fisiologiche della colonna.
Anche la posizione in piedi statica prolungata tipica di alcune professioni come il barista, l’addetto alla reception o di alcune mansioni delle fasi di lavorazione delle linee di produzione, non è da meno nel poter creare dolorosi fastidi. Gonfiore agli arti inferiori per ristagno venoso o dolori muscolari vari soprattutto se l’appoggio dei piedi non è quello ideale.
Formare al benessere sul lavoro: un’opportunità da non perdere
Domanda: Che cosa bisogna fare per per prevenire queste problematiche?
Giorgio: Potremmo dire che ogni lavoro ha le sue ed è bene diventare un po’ più consapevoli di come funziona il nostro corpo, per rimanere in salute evitando i rischi ergonomici della professione svolta.
Per rimanere in salute è bene diventare un po’ più consapevoli di come funziona il nostro corpo
Domanda: Che cosa fate quando andate a fare formazione nelle aziende? Ci puoi raccontare come si svolge un percorso tipo con voi?
Giorgio: Nella formazione facciamo riflettere le persone su quali siano i bisogni reali del nostro corpo riscoprendo anzitutto quali sono le sue modalità di comunicazione. Poi cerchiamo di capire meglio cosa sia più naturale fare per stare bene. Comprendiamo da quali leggi è governata la nostra postura, perché si può alterare nel tempo e come questa è strettamente connessa con i nostri dolori muscolo-articolari.
Con la consapevolezza acquisita le persone sono maggiormente motivate a mettere in pratica i nostri consigli. Proponiamo soprattutto microginnastiche, ovvero piccoli esercizi facilmente integrabili sul lavoro e nella vita personale che necessitano di qualche minuto al giorno per essere svolti. In aula i partecipanti possono sentire concretamente, attraverso test specifici che facciamo eseguire, come in poco tempo si possono ottenere grandi cambiamenti e benefici.
Benessere e lavoro: consigli pratici
Domanda: La prevenzione dei disturbi dovuti alla professione è anche connessa allo stile di vita: ci puoi spiegare in che modo lo stile di vita impatta sul lavoro?
Giorgio: Come diciamo spesso durante i nostri corsi, la salute è un diritto ma è anche una responsabilità di ognuno di noi. Ciò che succede al nostro corpo sul lavoro influenza solo in parte il nostro stato di salute. Non dobbiamo trascurare infatti l’importanza dell’alimentazione che adottiamo, della qualità delle emozioni che viviamo e dell’attività motoria che facciamo nel nostro tempo libero.
La salute è un diritto ma è anche una responsabilità di ognuno di noi
Sono convinto che le persone per stare bene debbano prendersi cura di sé stessi con coscienza e prevalentemente in autonomia. Non devono demandare il proprio stato di benessere al caso o ad altre figure professionali che, ci tengo a chiarire, in alcuni casi sono fondamentali.
Uno dei tasselli che ritengo importanti per raggiungere questo stato è proprio la formazione esperienziale. Insomma ciò che facciamo al di fuori dell’orario di lavoro conta molto. Lamentarsi addossando le colpe dei nostri acciacchi a quello che facciamo nella nostra professione è un voler fuggire da quelli che sono i nostri doveri nel rispettare noi stessi.
Domanda: Per finire puoi darci qualche consiglio pratico per star bene lavorando?
Giorgio: Per prima cosa cercate di staccare la spina nei momenti di pausa, dedicatevi a voi stessi, ascoltate le sensazioni del vostro corpo e dialogate con lui. Se per esempio sentite che un muscolo è corto non esitate ad allungarlo, anche stiracchiandovi istintivamente come fanno i gatti o altri animali.
Quando mangiate, mangiate e basta ….e se avanza tempo fatevi una camminata se il tempo lo consente, anche solo di quindici minuti. Ricordate che il corpo comunica costantemente dicendoci ciò che gli piace e ciò che non gli piace.
Buon ascolto!
