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  • Ripartire senza farsi prendere dal panico!

    Ripartire senza farsi prendere dal panico!

    Settembre, si riparte: riprendono le aziende, riaprono le scuole, ricominciano le attività sportive.

    Se abbiamo fatto un po’ di ferie – necessarie come non mai, quest’anno, per staccare dal carico mentale fatto più greve dall’emergenza sanitaria – torniamo al lavoro, un po’ in smart working, un po’ in presenza.

    Appesantiti dal lockdown, programmiamo di tornare in palestra per prenderci cura del nostro corpo. E, se abbiamo figli minori, li attrezziamo perché tornino a scuola osservando le molte regole impartite.

    Insomma, ripartiamo. Con molti se e molti ma…

    Dubbi e timori…

    I dubbi sullo scenario che ci aspetta sono molti, ci muoviamo tra l’insofferenza delle norme e l’impulso a sottostimare i rischi e, all’opposto, l’osservanza scrupolosa delle regole fino a farci sopraffare dalla paura. Come possiamo restare sereni? Come facciamo a sentirci sicuri? Che cosa possiamo fare per stare bene anche in un frangente così incerto?

    Ripartire
    Ripartire

    Facciamo un respiro profondo e un passo indietro…

    Ecco 3 spunti utili per ripartire in armonia, con sé stessi, con gli altri e con il Covid!

    Giocare per ripartire

    Designer in gioco è “un serissimo divertissement alla ricerca del tuo sé professionale” ideato da Luisa Carrada e altre tre professioniste della comunicazione e della formazione, Marzia Bianchi, Maria Cristina Lavazza e Roberta Buzzacchino.

    Ti consigliamo di giocarci perché ti aiuta a riscoprire l’essenza della tua professionalità e a rilanciarti in modo nuovo. Non per ripartire da dove eravamo, ma per ricominciare. Un nuovo inizio, con nuove visioni di sé e nuovi slanci”.

    Comprendere per ripartire

    Scrivere la mente è un libro-pratica di Nicoletta Cinotti che ti aiuta a focalizzarti sui pensieri e a comprendere come ti condizionano la vita.

    Ti consigliamo di leggerlo perché ti aiuta a produrre un cambiamento positivo e a stare meglio nelle cose e nella tua vita.

    Rinascere per ripartire

    21 giorni per rinascere è un libro che ti propone un percorso pratico per rigenerare corpo e spirito agendo su alimentazione, movimento e meditazione.

    Ti consigliamo di leggerlo perché è proprio con uno stile di vita sano, centrato sul benessere psico-fisico generale, che miglioriamo le nostre difese immunitarie. E ci ammaliamo di meno!

    Cosa abbiamo fatto durante l’estate

    C’è chi ha scelto un’estate stanziale, godendosi ciò che il proprio territorio offre. E c’è chi a scelto di rilassarsi in spiaggia perché la voglia di mare era troppa.

    Noi abbiamo scelto di camminare lentamente in montagna. E di leggere libri per innescare cambiamenti nel nostro metodo di lavoro e per ispirare nuove idee.

    Rinascere
    Rinascere

    Così ripartiamo con qualche progetto nuovo: un Partner Program tutto dedicato ai nostri clienti e molti corsi in cantiere con un design tutto da scoprire!

    Scopri i nuovi corsi selezionando quello che ti interessa dal nostro catalogo.

  • Come si calcola il rischio sismico? I 3 parametri determinanti

    Come si calcola il rischio sismico? I 3 parametri determinanti

    Sicurezza strutturale e rischio sismico sono due temi sempre più discussi in ambito industriale e non solo.

    In base al D.Lgs. 81/2008 anche la valutazione del rischio sismico è da monitorare per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori.

    Attualmente l’Italia è ripartita in zone sismiche e l’appartenenza a una o a un’altra zona determina specifici obblighi e pratiche amministrative che variano a seconda delle situazioni. Resta comunque l’obbligo su tutto il territorio nazionale di progettazione antisismica.

    Una corretta valutazione del rischio sismico si basa sul confronto tra tre parametri determinanti:

    1. Pericolosità sismica (P): coincide con la sismicità del luogo. Rappresenta la probabilità che terremoti di una certa entità si verifichino in una determinata zona e in un periodo specifico;
    2. Vulnerabilità sismica (V): misura la disposizione di una costruzione a subire danni a causa di un sisma e la sua capacità o resistenza ad azioni sismiche;
    3. Esposizione (E): incentrata sulla salvaguardia della vita umana, ipotizza l’insieme di vite umane e di risorse materiali che possono andare perduti per effetto del sisma.

    La definizione del rischio sismico è quindi data dalla seguente funzione: R = P x V x E .

    Il datore di lavoro è obbligato alla redazione del Documento Valutazione Rischi (art. 17 D.Lgs. 81/08), secondo quanto stabilito dalla normativa in materia di Sicurezza sul Lavoro.

    All’interno del DVR, la valutazione dei rischi deve essere realizzata ponendo l’attenzione su:

    • i luoghi di lavoro, che devono essere adeguati e a norma
    • le attrezzature di lavoro, che devono essere sicure e sottoposte a regolare manutenzione e verifiche
    • la disponibilità di idonei DPI in base ai rischi possibili
    • adeguata formazione e addestramento per sapere cosa fare e come comportarsi in caso di sisma.

    Anche se il rischio sismico può essere ridotto attraverso programmi antisismici ‘attivi’ che puntino a migliorare la risposta dell’emergenza e delle infrastrutture di base, è fondamentale fornire ai lavoratori un corso di formazione che tratti l’argomento. Solo formando, informando e addestrano, e quindi modificando i comportamenti di tutti i lavoratori, si evitano incidenti sul lavoro e si tutela la sicurezza degli interessati.

  • Cosa sono i DPI intelligenti e come funzionano?

    Cosa sono i DPI intelligenti e come funzionano?

    Quando parliamo di DPI facciamo riferimento ai diversi dispositivi di protezione individuale conosciuti per la loro funzionalità: garantire livelli elevati di sicurezza sul lavoro grazie all’utilizzo di materiali o componenti di tipo avanzato.

    L’art. 40 D. Lgs.626/94 definisce i DPI come “qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo”.

    Ma se dei DPI conosciamo praticamente tutto, sappiamo ancora poco dei DPI intelligenti che utilizzano elementi tecnologici innovativi per garantire un grado di protezione ancora maggiore.

    Così la sicurezza sul lavoro si apre a nuovi scenari, difficilmente ipotizzabili in passato, per compiere un notevole passo in avanti.

    DPI intelligenti, ecco come funzionano

    Alla base dei DPI intelligenti c’è l’architettura IoT – (Internet of Things), un insieme di oggetti collegati tra loro attraverso internet e in grado di comunicare tra loro. Sensori, rilevatori e altri elementi smart vengono combinati ai tradizionali DPI per implementarne le funzionalità e ottimizzarne l’efficacia.

    I DPI smart smart sono caratterizzati da una forte componente proattiva: il loro obiettivo è favorire la prevenzione degli infortuni attraverso un dialogo automatico tra i vari elementi elettronici e il campo operativo.

    Ogni componente dei DPI intelligenti è in grado di catturare e valutare i parametri riguardanti lo stato di salute di chi li indossa, l’ambiente in cui l’individuo si muove e l’attività svolta durante il loro utilizzo. In questo modo, il lavoratore è monitorato durante il lavoro ed è avvertito prima che la situazione diventi critica.

    Un esempio noto è quello riguardante i nuovi dispositivi intelligenti per i vigili del fuoco. Si tratta di giubbotti dotati di sensori e moduli di trasmissione dati che permettono una sicurezza nettamente maggiore.

    Dai dispositivi viva voce ai sensori per la trasmissione della posizione fino all’abbigliamento climatizzato in caso di temperature estreme, l’elenco delle possibili applicazioni dei DPI intelligenti è lungo e dettagliato, con risultati che promettono di essere indiscutibilmente importanti.