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  • Come si calcola il rischio sismico? I 3 parametri determinanti

    Come si calcola il rischio sismico? I 3 parametri determinanti

    Sicurezza strutturale e rischio sismico sono due temi sempre più discussi in ambito industriale e non solo.

    In base al D.Lgs. 81/2008 anche la valutazione del rischio sismico è da monitorare per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori.

    Attualmente l’Italia è ripartita in zone sismiche e l’appartenenza a una o a un’altra zona determina specifici obblighi e pratiche amministrative che variano a seconda delle situazioni. Resta comunque l’obbligo su tutto il territorio nazionale di progettazione antisismica.

    Una corretta valutazione del rischio sismico si basa sul confronto tra tre parametri determinanti:

    1. Pericolosità sismica (P): coincide con la sismicità del luogo. Rappresenta la probabilità che terremoti di una certa entità si verifichino in una determinata zona e in un periodo specifico;
    2. Vulnerabilità sismica (V): misura la disposizione di una costruzione a subire danni a causa di un sisma e la sua capacità o resistenza ad azioni sismiche;
    3. Esposizione (E): incentrata sulla salvaguardia della vita umana, ipotizza l’insieme di vite umane e di risorse materiali che possono andare perduti per effetto del sisma.

    La definizione del rischio sismico è quindi data dalla seguente funzione: R = P x V x E .

    Il datore di lavoro è obbligato alla redazione del Documento Valutazione Rischi (art. 17 D.Lgs. 81/08), secondo quanto stabilito dalla normativa in materia di Sicurezza sul Lavoro.

    All’interno del DVR, la valutazione dei rischi deve essere realizzata ponendo l’attenzione su:

    • i luoghi di lavoro, che devono essere adeguati e a norma
    • le attrezzature di lavoro, che devono essere sicure e sottoposte a regolare manutenzione e verifiche
    • la disponibilità di idonei DPI in base ai rischi possibili
    • adeguata formazione e addestramento per sapere cosa fare e come comportarsi in caso di sisma.

    Anche se il rischio sismico può essere ridotto attraverso programmi antisismici ‘attivi’ che puntino a migliorare la risposta dell’emergenza e delle infrastrutture di base, è fondamentale fornire ai lavoratori un corso di formazione che tratti l’argomento. Solo formando, informando e addestrano, e quindi modificando i comportamenti di tutti i lavoratori, si evitano incidenti sul lavoro e si tutela la sicurezza degli interessati.