{"id":1495,"date":"2015-03-26T10:21:40","date_gmt":"2015-03-26T09:21:40","guid":{"rendered":"http:\/\/ardea.srl\/?p=1495"},"modified":"2015-05-19T10:49:51","modified_gmt":"2015-05-19T08:49:51","slug":"scuola-media","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ardea.srl\/it\/scuola-media\/","title":{"rendered":"Scuola media e nativi digitali: che fare?"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo intervistato Gabriella Songini: dopo esperienze professionali diverse, anche in azienda, dal 2007 insegna italiano, storia e geografia a Verona in una scuola media parificata.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<h4>Anzitutto, Gabriella, puoi dirci qual \u00e8 oggi la situazione della scuola media?<\/h4>\n<p>Allora, in primo luogo va detto che la scuola secondaria di primo grado (ex scuola media) non \u00e8 stata toccata da revisioni o riforme importanti. I programmi e le lezioni sono, di fatto, ancora come quando a scuola andavamo noi. Per\u00f2 i ragazzi sono molto cambiati \u2026<\/p>\n<h4>Dal tuo punto di vista di docente quali sono i problemi pi\u00f9 urgenti che riscontri?<\/h4>\n<p>Ai docenti vengono richieste sempre pi\u00f9 competenze, in campo psicologico, pedagogico e persino tecnico. Nelle sempre meno ore d\u2019aula a nostra disposizione dovremmo saper gestire in modi diversi ragazzini con esigenze e bisogni differenti: al di l\u00e0 di quelli con disabilit\u00e0 certificate per i quali \u00e8 previsto il sostegno, ci sono i dsa e gli alunni con i cosiddetti bisogni educativi speciali (bes); e, certo, quelli \u201cnormali\u201d che non esistono perch\u00e9 sono tutti diversi. Ecco, per ciascuno di loro noi dovremmo mettere a punto strategie didattiche differenziate ed efficaci. Poi c\u2019\u00e8 il problema centrale di come catturare l\u2019attenzione dei ragazzi, come coinvolgerli, come renderli partecipi durante la lezione. Sappiamo, ormai, che fuori dall\u2019aula sono immersi in un contesto digitale e interattivo rispetto al quale la scuola rappresenta un mondo estraneo e poco interessante. Dovremmo rivoluzionare il nostro modo di fare lezione e cercare di interessarli utilizzando <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/scuola\/2015\/02\/14\/news\/flipped_classroom_scuola-107238673\/\">nuove strategie e nuovi strumenti<\/a> ai quali loro sono pi\u00f9 avvezzi.<\/p>\n<h4>In quale misura secondo te la formazione e l\u2019aggiornamento professionale vengono incontro a queste esigenze?<\/h4>\n<p>L\u2019esperienza che posso riportare \u00e8 quella dei tfa [ndr: tirocini formativi attivi]. Ci spiegano cose molto interessanti, innovative, stimolanti ma la modalit\u00e0 \u00e8 comunque e sempre quella della lezione ex cathedra. La formazione, poi, si fa sempre spostandosi, a nessuno \u00e8 venuto in mente di proporla online. Ci fanno fare delle esercitazioni ma con maestre elementari. Perch\u00e9, di fatto, l\u2019unico grado della scuola che \u00e8 stato davvero riformato e che, cos\u00ec sembra, funziona \u00e8 quello della scuola primaria. Cos\u00ec tutte le nuove direttive quanto a didattica sono tarate sulla scuola di primo grado, ma non possono funzionare alla scuola media! Anche le prove Invalsi, soprattutto per la matematica, non hanno collegamento con quello che i ragazzi fanno a scuola. Cos\u00ec rimangono spiazzati, incapaci di affrontarle, poco attrezzati per superarle.<\/p>\n<h4>Quali risorse hai a disposizione per fare lezione e come le usi?<\/h4>\n<p>Beh, intanto ci sono i libri di testo con le espansioni online. L\u2019offerta \u00e8 pressoch\u00e9 sterminata e ad ogni nuova adozione dobbiamo passare in rassegna decine di libri. Nella maggior parte dei casi la versione online \u00e8 tagliata rispetto al libro di testo (che gi\u00e0 \u00e8 ridotto) e quindi diventa poco utilizzabile: di fatto \u00e8 qualcosa in meno. Buone le grammatiche, forse perch\u00e9 questo \u00e8 un ambito in cui c\u2019\u00e8 da decenni fermento di studi, meno buone le antologie e i libri di storia.<\/p>\n<h4>Poi ci sono le risorse online \u2026<\/h4>\n<p>Gi\u00e0, l\u2019offerta anche qui \u00e8 troppo vasta. Ecco, io sento molto il bisogno di un servizio che selezioni le risorse qualitativamente certe e non ripetitive. Anche perch\u00e9 in rete si trovano le citazioni delle citazioni delle citazioni, cio\u00e8 un buon video, una buona mappa concettuale, una buona presentazione sono ripresi pi\u00f9 volte e te li ritrovi su link diversi. \u00c8 una gran perdita di tempo, davvero sarebbe utile che qualcuno facesse ordine e selezione tra tanto materiale.<\/p>\n<h4>E di quali strumenti puoi disporre a scuola?<\/h4>\n<p>Anche questo \u00e8 un tasto dolente. Si sa che le risorse sono limitate, che le apparecchiature tecnologiche hanno un costo elevato, che poi si pone il problema della manutenzione e dell\u2019obsolescenza di questi strumenti. C\u2019\u00e8 la scuola che ha le apparecchiature ma non la connessione di rete e viceversa. E poi o dispongo di strumenti che funzionano sempre oppure, ancora una volta, \u00e8 una perdita di tempo. Anche perch\u00e9, ad ogni intoppo, perdi l\u2019attenzione dei ragazzi e poi diventa difficile recuperarla. Nella nostra\u00a0scuola media disponiamo di alcune aule attrezzate con la Lim e il videoproiettore. La Lim \u00e8 molto usata dai docenti di lingua straniera; io l\u2019adopero spesso per mostrare video, presentazioni in power point, altro materiale multimediale e ancora proprio come lavagna proiettando la pagina del libro per fare insieme l\u2019analisi del testo. In generale i ragazzi sono pi\u00f9 attenti se \u201cvedono\u201d qualcosa mentre spieghi.<\/p>\n<h4>Usate il registro elettronico o non siete ancora a regime con questo strumento?<\/h4>\n<p>Nella mia scuola c\u2019\u00e8 molta resistenza e per motivi diversi. Oltre all\u2019aspetto economico (l\u2019adozione del registro elettronico comporta un costo importante), si obietta che in questo modo si perde il contatto personale con le famiglie. Se i genitori possono monitorare l\u2019andamento scolastico dei propri figli attraverso il registro elettronico, non vengono pi\u00f9 ai colloqui, si spersonalizza il rapporto scuola-famiglia. Inoltre sul registro si possono indicare le attivit\u00e0 e gli argomenti spiegati in classe, i compiti assegnati. E cos\u00ec lo studente che non compila il diario o \u00e8 trascurato nel compilarlo non impara a diventare autonomo. Tanto c\u2019\u00e8 tutto sul registro, anche le comunicazioni, anche i compiti. Insomma, c\u2019\u00e8 la percezione che non educhi i ragazzi all\u2019autonomia.<\/p>\n<h4>E in generale c\u2019\u00e8 resistenza anche all\u2019adozione dei nuovi media per fare didattica?<\/h4>\n<p>No, su questo c\u2019\u00e8 apertura. Anche sulla possibilit\u00e0 di sperimentare nuove metodologie didattiche. Semmai ci\u00f2 che manca \u00e8 una formazione adeguata all\u2019utilizzo di queste risorse. Si fa un po\u2019 da soli, provando e riprovando ma senza sfruttare al meglio e del tutto questi strumenti.<\/p>\n<h4>Pensi che il modello della classe capovolta [ndr:<em> <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Insegnamento_capovolto\">flipped classroom<\/a><\/em>] sia efficace e facilmente applicabile alla scuola media?<\/h4>\n<p>Penso che ci siano almeno due ostacoli che si frappongono all\u2019utilizzo di questo modello di insegnamento: i contenuti e il tempo. Noi dobbiamo ancora fornire contenuti, nozioni, anche in base ai programmi ministeriali. Non possiamo permetterci di dedicare due, tre, quattro mesi a un argomento e poi tagliare il resto. Dobbiamo svolgere l\u2019intero programma. Il metodo della classe capovolta richiede molto pi\u00f9 tempo di quanto ne abbiamo. E poi &#8230; stiamo parlando di ragazzini della scuola media!\u00a0siamo certi che possano essere\u00a0sufficientemente autonomi e responsabili da poter studiare (e capire) i contenuti a casa per poi rifletterli ed elaborali a scuola? \u00c8 molto bella l\u2019idea di \u201ccostruire il proprio sapere\u201d ma alla scuola media abbiamo a che fare con scolari ancora piccoli per poter presupporre che facciano da soli a casa, scolari che vanno guidati, imbeccati, indirizzati a studiare. Non possiamo pensare che a questa et\u00e0 il processo di apprendimento sia, almeno del tutto, un processo spontaneo e volontario.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo intervistato Gabriella Songini: dopo esperienze professionali diverse, anche in azienda, dal 2007 insegna italiano, storia e geografia a Verona in una scuola media parificata.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1779,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[41],"class_list":["post-1495","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog","tag-scuola"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ardea.srl\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1495","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ardea.srl\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ardea.srl\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ardea.srl\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ardea.srl\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1495"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/ardea.srl\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1495\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2048,"href":"https:\/\/ardea.srl\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1495\/revisions\/2048"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ardea.srl\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1779"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ardea.srl\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1495"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ardea.srl\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1495"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ardea.srl\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1495"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}