La sicurezza dei lavoratori al tempo del Coronavirus si gioca attorno a tredici punti fondamentali. Sono quelli sanciti dalle organizzazioni datoriali e dai sindacati in accordo con il Governo per far fronte all’emergenza Covid-19 e tutelare la salute del personale impegnato nei rispettivi luoghi di impiego.
Mentre diverse attività si preparano a chiudere i battenti per assecondare le misure ancora più stringenti messe in atto dal nuovo Dpcm, quelle “ritenute rilevanti per la produzione nazionale”, come affermato da Conte in diretta Facebook, dovranno continuare a garantire ai collaboratori tutti i parametri igienico-sanitari necessari.
Ecco nel dettaglio i 13 punti riportati nel Protocollo:
- Obbligo del lavoratore di rimanere a casa quando siano presenti sintomi influenzali o febbre (oltre 37.5) e di mettersi in contatto con il proprio medico e l’autorità sanitaria.
- Controllo della temperatura corporea per il personale prima dell’accesso al luogo di lavoro.
- Limitazione dei contatti con i fornitori esterni e con possibili visitatori e individuazione di procedure di transito e di uscita predefinite per evitare contatti.
- È compito dell’azienda assicurare la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti e delle postazioni di lavoro oltre che delle aree comuni e di svago.
- Le persone presenti in azienda devono adottare tutte le precauzioni igieniche necessarie (principalmente lavaggio delle mani), con l’azienda chiamata a disporre delle soluzioni detergenti idonee.
- Obbligo per il personale di utilizzare mascherine e altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, cuffie, tute e camici) conformi anche e soprattutto quando si lavora a distanza interpersonale minore di un metro.
- Negli spazi comuni dell’impresa (mense, area fumatori, spogliatoi) è obbligatorio prevedere accessi contingentati e la ventilazione continua dei locali.
- Obbligo di limitare per il periodo dell’emergenza Covid-19 la presenza dei reparti per il quali il funzionamento è possibile anche con lo Smart Work, o comunque a distanza.
- Rimodulazione dei livelli produttivi e dei turni per limitare al massimo i contatti e creare gruppi autonomi, distinti e riconoscibili.
- Utilizzazione in via prioritaria degli ammortizzatori sociali o, in alternativa, delle ferie arretrate o non ancora fruite.
- Sospese e annullate tutte le trasferte e i viaggi di lavoro anche se concordati in precedenza all’emergenza. Non sono consentite riunioni in presenza.
- È dovere dell’azienda predisporre per gli orari di ingresso e di uscita modalità scaglionate.
- Nel caso di persona sintomatica: obbligo di comunicazione all’ufficio del personale, isolamento del caso sospetto e di quanti presenti nei locali. Inoltre, l’azienda ha il compito di avvertire le autorità sanitarie competenti. Ogni azienda, infine, dovrà costituire un Comitato per “l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del Rls”.
