Quando mio figlio scarica un nuovo videogioco la prima cosa che fa è… iniziare a giocare. Non va a vedere le regole del gioco, non legge manuali di istruzioni. Gioca e basta. Ed è giocando che impara a ottenere più punti, più equipaggiamenti, più valori, ad avere risultati sempre migliori. In altre parole a vincere.
Perché il videogioco funziona
La logica del videogioco è piuttosto semplice: ti metto in un contesto d’azione concreto e interessante e ti faccio subito agire, cioè ti faccio prendere delle decisioni. E tu, in base al risultato di quanto hai deciso, vai avanti oppure torni indietro e riprovi, fai un’altra scelta, prendi un’altra decisione.
È un modello che funziona: impari giocando. Non tanto perché ti diverti ma piuttosto perché fai, agisci, decidi e impari da quello che hai fatto e deciso, dalla tua esperienza. E non lo dimentichi più.
Nel campo della formazione sta diventando via via sempre più chiaro che apprendere sperimentando sia una delle strategie più efficaci. Di conseguenza si stanno moltiplicando gli strumenti che permettono di apprendere in ambienti che simulano il contesto reale in cui si dovrà agire. Sono i simulatori.
Cosa sono i simulatori
I simulatori sono ambienti virtuali di apprendimento che ci fanno sperimentare in modo diretto ma protetto operazioni e comportamenti che ci sono richiesti sul lavoro e che dobbiamo imparare.
I vantaggi sono evidenti: il contesto virtuale
- è sicuro perché non ci sono rischi né per l’operatore né per i terzi (che sono solo virtuali)
- è più economico perché non si usano direttamente apparecchiature costose che potrebbero essere danneggiate durante l’apprendimento né ci sono rivalse di terzi eventualmente danneggiati
- è interattivo e coinvolgente perché l’utente non è un ricettore passivo di informazioni ma è impegnato e stimolato a prendere decisioni e consapevole del risultato delle sue decisioni
- è efficace perché muove dal modello di apprendimento più congeniale all’uomo – lo sperimentare – e fissa esperienze, comportamenti e azioni facilmente trasferibili nel lavoro
- è diventato facile da realizzare grazie al progresso delle tecnologie informatiche e virtuali
- è flessibile perché il simulatore è disponibile 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, lo uso quando e dove voglio, imparo alla mia velocità.
E-learning e simulatori
I simulatori possono essere integrati con un LMS e in questo modo diventano parte di un percorso di formazione più ampio e strutturato.
L’integrazione del simulatore con un LMS permette di
- tracciare le attività di simulazione per monitorare l’uso del simulatore e il rendimento di chi lo usa
- misurare i risultati di apprendimento
- inserire brevi videolezioni di supporto all’interno dell’attività di simulazione
- connettere il simulatore con i sistemi di messaggistica e i forum delle community legate al contesto simulato.
Progettare la formazione con i simulatori
Il vantaggio dell’uso dei simulatori sta proprio nel fatto che la persona diventa consapevole delle conseguenze delle sue decisioni e dei suoi errori in situazioni che emulano la realtà. Questa esposizione all’attività decisionale valorizza l’esperienza legata al lavoro e aiuta a far crescere la fiducia in sé, ad agire in modo più rapido e sicuro, ad essere più motivati.
La nostra esperienza di formatori ci dice che il simulatore usato dopo sessioni teoriche – in aula o a distanza – è meno efficace: le persone tendono a sottostimarne l’utilità, ad accontentarsi della teoria, a non usarlo.
Se invece viene usato subito allora diventa l’esperienza formativa centrale attorno alla quale costruire l’intero percorso di formazione. A condizione che il simulatore venga progettato molto bene.
Sì, ma come? Te lo diciamo nel prossimo articolo!

[…] Per le nostre attività formative dobbiamo dunque progettare contesti il più possibile realistici e strumenti che emulino le operazioni richieste sul lavoro ma in un ambiente protetto. Sono i simulatori. […]