Categoria: Sicurezza sul lavoro

  • 2021: anno nuovo, nuove idee

    2021: anno nuovo, nuove idee

    Apriamo il 2021 augurando a tutti un anno nuovo pieno di salute, di energia e di soddisfazioni: teniamo duro e cerchiamo di ritrovare la normalità!

    Noi continuiamo a progettare. E progettiamo a partire da quello che abbiamo fatto nel 2020.

    Cosa abbiamo fatto nel 2020

    L’anno appena chiuso è stato per noi di Ardea un anno importante. L’attenzione per i corsi in e-learning è generalmente aumentata. Molti soggetti prima estranei a questa modalità di formazione hanno voluto, o dovuto, prenderla in considerazione. È aumentata la domanda e quindi l’offerta di corsi in e-learning, non sempre costruiti con le dovute competenze tecniche e metodologiche.

    Noi siamo andati avanti ad arricchire la nostra offerta di corsi modulari sulla SSL. Abbiamo puntato ad avere da un lato un catalogo più competo, dall’altro un prodotto originale e più coinvolgente:

    • Gif animate per far capire meglio la dinamica di alcuni possibili infortuni
    • scenari complessi e mini-scenari, illustrati dal nostro collaboratore Matteo
    • giochi interattivi per fissare i concetti divertendosi.

    Il nostro catalogo si è arricchito di un buon numero di corsi nuovi, tutti costruiti con la consulenza di collaboratori validi e competenti. Ecco i principali:

    • corso sul GDPR, realizzato con Chiara e Romina di BCO Consulting
    • corso sul Rischio biologico da Covid, realizzato con Medjana di Progest
    • corsi per Responsabili SSL, realizzati con l’aiuto prezioso di Adima e Barbara
    • corso sulla Comunicazione della SSL in azienda, realizzato con la consulenza di Barbara.

    Abbiamo infine migliorato il servizio legato alla piattaforma di erogazione offrendo un corso sull’uso di Moodle ai nostri clienti.

    Cosa faremo nel 2021

    Idee e progetti: cosa abbiamo in serbo per il 2021? Vediamo…

    Intanto stiamo lavorando a una rosa di mini-corsi sull’igiene degli alimenti. L’idea è quella di coprirne tutti gli argomenti in maniera approfondita ma molto mirata alla pratica quotidiana degli operatori, i destinatari di questi corsi. Il tutto in collaborazione con Medjana e Chiara di Progest.

    Poi abbiamo già in produzione un corso tutto dedicato agli autotrasportatori, con molte esercitazioni interattive, mini-video e gamification.

    Con i nostri partner di Simposio stiamo invece progettando un corso su Sales & Marketing, molto pratico e con un modulo tutto dedicato alla vendita di corsi in e-learning.

    Infine, sul fronte tecnologico e metodologico, il nostro Massimo sta lavorando all’integrazione su Moodle di Twine – uno strumento molto potente, adatto anche a produrre scenari decisionali complessi in linea con l’approccio B-BS. L’obiettivo è quello di fornire, oltre al Plugin di integrazione, un servizio completo per imparare a sfruttare le potenzialità di Twine come alternativa ai prodotti commerciali per l’e-learning (Articulate Storyline e Adobe Captivate).

    E voi, che cosa vi aspettate da Ardea per il 2021? Scriveteci qui.

  • Un morto ogni 8 ore

    Un morto ogni 8 ore

    Morti bianche: lo scorso 11 ottobre l’Inail ha celebrato la settantesima Giornata delle vittime sul lavoro. Il presidente, Franco Bettoni, ha descritto la situazione degli infortuni da inizio anno al 31 agosto, evidenziando che l’emergenza sanitaria ha influenzato non poco l’andamento infortunistico. Vediamo come.

    I numeri delle morti bianche

    Nei primi 8 mesi dell’anno le denunce di infortunio sono scese del 22,7% rispetto al 2019. La ragione è dovuta principalmente al lockdown della scorsa primavera e alla successiva difficoltà di ripresa di molte aziende. Le denunce sono state 322.132, di cui 52.000 dovute alla Covid-19. 

    Sempre nello stesso periodo sono aumentate le morti sul lavoro del 20,1%: 823 decessi, circa una persona ogni 8 ore. Di queste morti 303 sono legate al virus; a morire sono stati soprattutto gli uomini (l’84%, ovvero 254).

    Circa il 70% dei contagi sul lavoro riguarda operatori socio-sanitari. Il restante 30% invece riguarda aziende che non si sono fermate durante il lockdown.

    L’effetto Covid si fa sentire dunque proprio nel solo settore sanitario e assistenziale. Le denunce di infortunio sono salite del 124%, con punte oltre il 500% a marzo e oltre il 450% ad aprile. Due su tre riguardano il contagio da Covid.

    Morti bianche

    Le morti bianche sono un crimine di pace

    Un’inchiesta di Repubblica mette a nudo la scarsa responsabilità a riguardo del nostro paese, della classe dirigente in particolare. “Morti bianche”, “denunce con esito mortale”: parole che, nella loro freddezza, non rendono giustizia alle vittime.

    Bruno Giordano, il giudice che ha firmato quasi tutte le sentenze di Raffaele Guariniello, parla di “crimine di pace”. Crimine, appunto, perché non c’è la volontà, anzitutto politica, di fermarlo:

    È un crimine di pace e sa perché non si riesce a frenarlo? Perché i morti non votano

    Una legislazione incompiuta

    Dal DL 626/94 alla Legge delega 123/07 e al successivo TU fino al Jobs Act del 2015 la legislazione italiana sulla SSL sembra rincorrere tardivamente le direttive europee. Resta uno “scollamento tra regole formali e tutele sostanziali”, osserva Maria Giovannone dell’Associazione nazionale lavoratori mutilati e invalidi del lavoro.

    C’è una confusione di ruoli e competenze – si legge nell’inchiesta – tra Stato, Regioni, Ats, Ispettori del lavoro, Inail, Inps… e continua a mancare, spiega Giordano, un’autorità unica per la sicurezza sul lavoro.

    Irregolarità da record

    Ci sono aziende che nel volgere di poche settimane ricevono tre ispezioni da organi diversi. E ci sono aziende che non ne ricevono mai.

    Nel 2019 l’attività ispettiva ha riguardato 142.000 aziende di cui 99.000 sono risultate irregolari. Su 18.466 accertamenti definiti, 15.859 aziende sono risultate fuori norma: il tasso di irregolarità è dell’86%!

    Bisogna cambiare prospettiva, conclude Giordano, non basta controllare se le scarpe dell’operaio sono a norma. Bisogna approcciare la sicurezza come parte integrante dell’organizzazione aziendale.

    La sicurezza non è più un concetto sanitario ma organizzativo

    Per una cultura della sicurezza organizzativa, quindi, è importante formare bene anche le figure di responsabilità della SSL interne all’azienda.

    Vai al nostro catalogo e seleziona i tag per i responsabili SSL

  • Come si calcola il rischio sismico? I 3 parametri determinanti

    Come si calcola il rischio sismico? I 3 parametri determinanti

    Sicurezza strutturale e rischio sismico sono due temi sempre più discussi in ambito industriale e non solo.

    In base al D.Lgs. 81/2008 anche la valutazione del rischio sismico è da monitorare per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori.

    Attualmente l’Italia è ripartita in zone sismiche e l’appartenenza a una o a un’altra zona determina specifici obblighi e pratiche amministrative che variano a seconda delle situazioni. Resta comunque l’obbligo su tutto il territorio nazionale di progettazione antisismica.

    Una corretta valutazione del rischio sismico si basa sul confronto tra tre parametri determinanti:

    1. Pericolosità sismica (P): coincide con la sismicità del luogo. Rappresenta la probabilità che terremoti di una certa entità si verifichino in una determinata zona e in un periodo specifico;
    2. Vulnerabilità sismica (V): misura la disposizione di una costruzione a subire danni a causa di un sisma e la sua capacità o resistenza ad azioni sismiche;
    3. Esposizione (E): incentrata sulla salvaguardia della vita umana, ipotizza l’insieme di vite umane e di risorse materiali che possono andare perduti per effetto del sisma.

    La definizione del rischio sismico è quindi data dalla seguente funzione: R = P x V x E .

    Il datore di lavoro è obbligato alla redazione del Documento Valutazione Rischi (art. 17 D.Lgs. 81/08), secondo quanto stabilito dalla normativa in materia di Sicurezza sul Lavoro.

    All’interno del DVR, la valutazione dei rischi deve essere realizzata ponendo l’attenzione su:

    • i luoghi di lavoro, che devono essere adeguati e a norma
    • le attrezzature di lavoro, che devono essere sicure e sottoposte a regolare manutenzione e verifiche
    • la disponibilità di idonei DPI in base ai rischi possibili
    • adeguata formazione e addestramento per sapere cosa fare e come comportarsi in caso di sisma.

    Anche se il rischio sismico può essere ridotto attraverso programmi antisismici ‘attivi’ che puntino a migliorare la risposta dell’emergenza e delle infrastrutture di base, è fondamentale fornire ai lavoratori un corso di formazione che tratti l’argomento. Solo formando, informando e addestrano, e quindi modificando i comportamenti di tutti i lavoratori, si evitano incidenti sul lavoro e si tutela la sicurezza degli interessati.