Come usare il simulatore nella formazione

Immagine simulatore

Costruire un simulatore potrà anche essere facile ma non è mai banale. Dobbiamo aver chiaro che il simulatore è agganciato a un problema aziendale da risolvere e a un obiettivo formativo da raggiungere.

Cathy Moore e il metodo dell’Action Mapping

Abbiamo più volte parlato di Cathy Moore. Al centro del suo metodo c’è l’idea di proporre attività formative in cui le persone decidono cosa fare e cosa non fare, come farlo e quando. Imparano dal risultato delle decisioni che hanno preso: l’apprendimento diventa deduzione dall’esperienza.

Quindi per progettare la formazione devo

  1. analizzare il problema (cosa c’è che non va, cosa non sanno fare le persone e perché )
  2. identificare ciò che le persone devono imparare a fare
  3. darmi degli obiettivi che posso misurare per capire se poi ho risolto il problema
  4. definire attività di apprendimento funzionali agli obiettivi posti.

Come pensare le attività formative

Le attività formative devono essere per l’appunto attività, cioè operazioni che le persone fanno e decidono come fare. Operazioni concrete e reali proprio come quelle che devono svolgere sul lavoro.

E quando progettiamo queste attività  dobbiamo tener conto che le persone sono intelligenti, sono capaci di decidere e hanno una loro esperienza. Non dobbiamo mai commettere l’errore di proporre attività scontate e problemi banali.

Le informazioni  sono ridotte all’osso: sono limitate a ciò che serve per fare e sono offerte come supporto alle operazioni da fare. Non sono il centro dell’esperienza formativa. Addirittura possono essere opzionali, cioè la persona può scegliere quando e se ha bisogno di informazioni.

Come scegliere il simulatore

Per le nostre attività formative dobbiamo dunque progettare contesti il più possibile realistici e strumenti che emulino le operazioni richieste sul lavoro ma in un ambiente protetto. Sono i simulatori.

Possiamo concepire il nostro simulatore

  • o come un strumento che simuli le operazioni che devo fare su un apprecchio o macchina, se l’obiettivo è addestrare all’uso di dispositivi e quindi acquisire determinate competenze d’uso
  • o come scenario che simuli situazioni nelle quali devo assumere determinati comportamenti, se l’obiettivo è allenare particolari disposizioni, per esempio relazionali, e quindi sviluppare determinate abilità.

Qui puoi vedere un esempio di simulatore che addestra all’uso corretto di una pompa. L’esempio è soltanto dimostrativo e non ha pretese di completezza. Ma fa capire e soprattutto vedere di cosa stiamo parlando. Nel simulatore è integrato qualche video informativo che diventa disponibile se l’utente commette un errore. Il video spiega qual è l’operazione sbagliata, quali le sue conseguenze e come fare per prevenire il problema.

Un ottimo esempio di scenario è nel blog di Cathy Moore. È simulata una situazione reale in cui bisogna agire il comportamento giusto o migliore rispetto all’obiettivo da raggiungere. Prima di costruire lo scenario dovrò progettarlo nel dettaglio. Cathy Moore utilizza il diagramma di flusso per rappresentare le possibili decisioni e a quali risultati conducono.

Nei prossimi articoli analizzeremo i due modelli di simulatore che abbiamo esemplificato. In ogni caso dietro il simulatore c’è sempre un lavoro attento di studio e di progettazione, della didattica, dell’esperienza utente, del software.

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