Autore: Paola Tettamanti

  • Scenari decisionali e formazione SSL

    Scenari decisionali e formazione SSL

    Gli scenari decisionali sono la nuova frontiera, oggi, della formazione aziendale. Infatti, si è fatta strada da tempo l’idea che riversare informazioni e somministrare un test non sia un modo di formare efficace.

    Cathy Moore, una delle maggiori esperte in questo campo, ha ridisegnato l’approccio alla formazione aziendale rovesciando il modello: non parto dai contenuti e dalle attività, parto dal problema e dal contesto, dalle persone.

    Dunque: individuo qual è il problema, cosa c’è che non va, cosa non si fa e si dovrebbe fare o viceversa, e definisco obiettivi precisi e misurabili in contesti reali. Poi, soltanto poi, progetto le attività, formative e non solo, per conseguire quegli obiettivi specifici.

    Progettare le attività come scenari decisionali

    Il modello progettuale della Moore, l’action mapping, si basa sull’idea che le esperienze formative devono essere attività concrete attraverso cui le persone prendono decisioni e imparano dai risultati di queste decisioni.

    Le attività, dunque, risultano centrali rispetto alle informazioni che devono essere limitate ed essenziali, solo quelle necessarie e funzionali agli obiettivi.

    Tali attività vanno progettate come simulazioni impegnative, efficaci e contestuali: una persona deve affrontare una specifica sfida realistica. Il feedback mostra le conseguenze della scelta fatta e da qui ciascuno arriva in autonomia alle conclusioni.

    Domande giuste per scenari efficaci

    Ci sondo diversi modi e diversi strumenti per progettare scenari efficaci. In ogni caso è sempre bene partire dalle domande giuste:

    • lo scenario che abbiamo in mente rappresenta una contestualizzazione significativa del problema che la persona deve risolvere?
    • lo scenario è sufficientemente articolato da costituire una sfida coinvolgente per la persona?
    • di quali informazioni ha bisogno la persona per affrontare lo scenario? come pensiamo di dargliele?
    • dove intendiamo inserire lo scenario nel percorso di formazione che abbiamo progettato?
    • che cosa deve saper fare la persona prima di affrontare lo scenario? ci sono cose che deve sapere prima?

    È la risposta a queste domande che ci guida alla scelta corretta dell’attività e dello strumento per costruirla.

    Esempi applicati alla formazione SSL

    Di seguito riportiamo alcuni esempi di scenario decisionale che interessano l’ambito della salute e sicurezza sul lavoro.

    Il primo esempio è tratto dal blog di Cathy Moore e riguarda l’uso in sicurezza della motosega per i lavoratori del comparto forestale.

    L’addestramento a un uso corretto e sicuro dello strumento avviene proponendo una serie di scelte ramificate. Il lavoratore arriva in fondo al processo decisionale e riceve un feedback finale. Se il feedback non è positivo, si riprova lo scenario finché, attraverso ripetuti tentativi, non impara a fare tutte le scelte corrette.

    Il secondo esempio è tratto da un sito della Commissione Federale svizzera di coordinamento per la Sicurezza sul Lavoro (CFSL). Ha come oggetto le misure di sicurezza per prevenire gli infortuni negli uffici.

    Questo è uno scenario più semplice rispetto a quello della Moore. È una batteria di domande seguite da feedback con video di spiegazione. A ogni domanda è possibile riprovare a rispondere finché non si danno le risposte corrette.

    Il terzo esempio è invece una demo costruita da noi per il modulo sul rischio rapina.

    Lo scenario propone una breve storia, con disegni originali, in cui viene richiesto alla persona di scegliere quali reazioni o comportamenti adotterebbe nel corso di una rapina. Il feedback che segue ciascuna scelta permette di passare alla decisione successiva oppure di riprovare se la scelta non è quella giusta.

    Questi esempi sono una breve dimostrazione di come si possa ripensare la formazione obbligatoria. Attività contestualizzate come gli scenari possono incidere sui comportamenti delle persone e determinare una significativa flessione degli infortuni.

  • xAPI vs SCORM: sbarazzarsi del vecchio per far posto al nuovo

    xAPI vs SCORM: sbarazzarsi del vecchio per far posto al nuovo

    Experience API (xAPI) è lo standard che succederà a SCORM nel mondo dell’e-learning.

    Come e perché subentrerà a SCORM? E quale sarà l’impatto per chi progetta corsi online e per gli studenti?

    Perché SCORM sta morendo

    SCORM, dalla sua nascita nel 2000 fino al rilascio del suo ultimo aggiornamento nel 2009, ha garantito uno standard di lettura e registrazione dei dati soddisfacente e un’altrettanto soddisfacente compatibilità con la maggior parte delle piattaforme LMS.

    SCORM è stato costruito in un’epoca in cui l’e-learning era agli esordi, o quasi, e proponeva contenuti molto strutturati, lineari e quiz chiusi.

    L’e-learning è andato avanti, SCORM no. Percorsi non lineari, contenuti fluidi e distribuiti su devices diversi, tecnologie sempre più immersive e test non quantitativi hanno reso SCORM un protocollo incapace di registrare in modo utile e completo i dati degli studenti.

    Nel frattempo sono nati nuovi standard. IMS CC e LTI hanno goduto di una certa fortuna negli ambienti accademici, ma non in ambito aziendale, dove si è continuato a usare SCORM. Finché è arrivato xAPI.

    Che cos’è xAPI

    xAPI è una specifica per tecnologie dell’apprendimento che permette di raccogliere dati riguardanti le esperienze online e offline che una persona può fare. Le API catturano in un formato consistente i dati provenienti da diverse tecnologie. In questo modo sistemi molto differenti possono comunicare in modo sicuro raccogliendo e condividendo il flusso di attività con il vocabolario di xAPI. 

    xAPI ha una sintassi basata su statements o enunciati di base: actor + verb + object. Gli statements possono includere anche dati contestuali: context, result, timestamp… Questi elementi sono la grammatica di xAPI; l’articolazione di ciascun elemento in vocaboli diversi ne è il vocabolario.

    L’elemento verb ha una ricchezza lessicale tale da permettere la registrazione dei singoli passi di cui si compone l’interazione dello studente con un contenuto. Dal tracciamento emerge dunque che lo studente ha scelto un certo tipo di attività (attempted) e ha cominciato a farla (accessed), è progredito (progressed) e ha risposto alle domande previste da quella attività (answered), l’ha completata (completed) e l’ha superata con successo (passed) fino al livello più alto di comprensione e competenza (mastered). 

    I vantaggi di xAPI

    L’utilizzo del nuovo standard xAPI nell’e-learning ha molti vantaggi:

    • Non richiede un LMS. I dati sono immagazzinati in un LRS che può essere integrato in una piattaforma oppure può costituire un’applicazione distinta e auto-consistente installata su una macchina o utilizzata su piattaforma web (come servizio web-based).
    • Consente di fornire all’utente i contenuti mediante una app su dispositivo mobile o su PC in modo da permettergli di fruirne anche senza una connessione attiva in modo permanente: non appena l’utente si ricollegherà alla rete l’app invierà i dati raccolti al LRS. Questa possibilità fa di xAPI lo standard più adatto al mobile-learning
    • Permette di integrare in un singolo corso (o percorso) contenuti eterogenei: app, web, forum, video, attività di vario tipo.
    • Permette di registrare i dati di un gruppo e non solo di un singolo studente. In uno scenario in cui il lavoro in team diventa sempre più preponderante, anche la possibilità di tracciare l’andamento di un gruppo diventa un fattore importante per la formazione.
    • Fornisce una reportistica completa dell’attività dello studente. La possibilità di registrare più statements per ciascuna attività dello studente dà conto non solo dei risultati di apprendimento ma anche del processo.
    • Supporta le tecnologie emergenti come la realtà aumentata e in generale le tecnologie innovative legate all’apprendimento informale.

    La ricchezza con cui xAPI traccia le attività dello studente risponde all’attuale orientamento pedagogico che pone al centro della formazione lo studente, o il gruppo di studenti, e non i contenuti. xAPI non traccia solo l’uso dei contenuti, ma anche l’interazione dello studente con i contenuti.

    Prospettive

    Una migrazione nel volgere di qualche anno da SCORM a XAPI è la previsione più certa, anche nell’ambito della formazione aziendale. Ed è questo il motivo per cui conviene attrezzarsi per tempo: valutare la propria libreria SCORM e iniziare il processo di conversione/sostituzione verso xAPI.

    La buona notizia è che i moderni strumenti di authoring, come Storyline e Captivate, stanno già rendendo il salto più facile (si può ripubblicare il corso con il nuovo standard). Anche i provider di LMS si stanno muovendo per accogliere xAPI come lo standard che subentrerà a SCORM.

    E tu a che punto sei?


  • Lo scenario come metodo di apprendimento per la formazione aziendale

    Lo scenario come metodo di apprendimento per la formazione aziendale

    Nella formazione aziendale sono sempre più usati strumenti come lo scenario e il simulatore. Questi strumenti permettono di apprendere in ambienti che simulano il contesto reale in cui si dovrà agire. Ambienti cioè in cui devi fare delle scelte, un po’ come in un videogioco.

    Apprendere sperimentando è infatti una delle strategie di apprendimento più efficaci, ed è anche la più istintiva. Così impara l’essere umano, ci dicono le scienze cognitive.

    Che cos’è uno scenario

    Lo scenario è un metodo di apprendimento che ci fa sperimentare in modo diretto ma in ambiente controllato comportamenti che ci sono richiesti sul lavoro e che dobbiamo imparare.

    Mentre nella vita reale grava la responsabilità dell’errore (se sbagli paghi), in uno scenario puoi esercitare e perfezionare i tuoi comportamenti senza ripercussioni. Affronti compiti e sfide dell’ambiente di lavoro ma in un contesto protetto, in cui puoi sbagliare senza conseguenze negative perché è proprio sbagliando che impari.

    Com’è fatto

    Lo scenario deve essere progettato in modo da garantire la presenza di alcuni elementi fondamentali:

    • deve essere costruito attorno a problemi reali e tipici del contesto lavorativo in cui l’utente andrà a operare. Lo scenario deve allenare l’abilità di prendere decisioni consapevoli: in questo modo, quando dovrà eseguire compiti effettivi, avrà meno problemi ad affrontarli, perché avrà già fatto lo stesso nell’ambiente simulato;
    • deve avere una grafica e un audio immersivi. Questi elementi contribuiscono in maniera decisiva al realismo dello scenario, suggerendo ed evocando le stesse emozioni di una sfida della vita reale;
    • deve avere personaggi e ruoli riconoscibili e pertinenti con il contesto lavorativo. Il protagonista dello scenario va collocato nello stesso ambiente di lavoro dell’utente, assegnandogli la stessa mansione e facendogli incontrare le stesse tipologie di persone (ad esempio, il cliente insoddisfatto);
    • deve contenere tutti i dettagli tipici del contesto decisonale in modo che l’utente li riconosca nel contesto reale. Ad esempio, quando si simula la riparazione di un hardware, occorre utilizzare nello scenario strumenti come chiavi, cacciaviti e fili;
    • deve prevedere valutazioni rapide e mini-quiz. La valutazione aiuta gli utenti a seguire da soli il proprio stato di avanzamento e fornisce all’organizzazione dati misurabili per tracciarne progressi e prestazioni.

    Lo scenario come fattore strategico

    Il vantaggio dell’uso degli scenari sta proprio nel fatto che la persona diventa consapevole delle conseguenze delle sue decisioni e dei suoi errori in situazioni che simulano la realtà. Questa esposizione all’attività decisionale valorizza l’esperienza legata al lavoro e aiuta a far crescere la fiducia in sé, ad agire in modo più rapido e sicuro, ad essere più motivati.

    L’efficacia dello scenario garantisce anche un miglior ritorno degli investimenti alle organizzazioni:

    • guadagno dimostrabile per gli studenti (miglioramento delle prestazioni e attivazione del cambiamento comportamentale desiderato)
    • impatto positivo sul business (gli utenti acquisiscono nuove competenze o migliorano la propria produttività)
    • miglioramento del ROI.

    Per questo noi di Ardea usiamo sistematicamente gli scenari anche nella formazione obbligatoria.