Autore: Ardea

  • Social Learning: 5 mosse per integrarlo nella tua strategia di eLearning

    Social Learning: 5 mosse per integrarlo nella tua strategia di eLearning

    Oggi il social learning è diventato elemento importantissimo per qualsiasi strategia e programma di formazione eLearning aziendale.

    Il perché? Semplice: dipendenti e collaboratori apprendono meglio quando lo fanno socialmente e in modo collettivo.

    Siamo tutti social          

    Il social learning funziona perché tutti noi oggi siamo più o meno social.

    Tutti conosciamo e abbiamo assimilato la cultura della condivisione.

    Il social learning è utilizzano già da molte organizzazioni con lo scopo di fornire un programma di apprendimento più mirato e performante ai propri dipendenti/collaboratori.

    Impostare un programma di formazione “social” favorisce l’azienda anche su un altro piano: il social learning contribuisce al lavoro e allo spirito di squadra. Questo è un risvolto positivo non solo in ambito formativo, ma per tutti i processi di lavoro aziendali.

    In questo articolo ti spiegheremo come integrare il social learning nella tua formazione aziendale.

    Mossa #1: gruppo Facebook, LinkedIn e Forum

    Le discussioni sono alla base del social learning. Per generarle però dobbiamo offrire ai nostri dipendenti un ambiente tecnologico che sia facilmente usabile e fruibile: gruppi Facebook, LinkedIn oppure Forum.

    Su questi gruppi i dipendenti possono porre domande e dare risposte ai quesiti degli altri sui corsi eLearning, possono postare e caricare materiale utile, possono condividere i propri risultati.

    Mossa #2: classifiche

    Le classifiche sono un elemento di gamification che si integra benissimo in una strategia social learning.

    Gli obiettivo sono: alimentare una sana competizione e le interazioni sociali.

    Il gioco, la sfida e le classifiche coinvolgono molto gli utenti.

    Mossa #3: sondaggi

    Somministrare dei sondaggi agli utenti e ricevere feedback è una mossa utile per migliorare il programma di formazione: anche qui un approccio di tipo social è vincente.

    Mossa #4: interazioni dipendenti e team eLearning

    Il team che si occupa dello sviluppo dei percorsi di formazione (o il referente dell’azienda partner che fornisce corsi eLearning) deve partecipare attivamente all’attività di social learning dei dipendenti.

    Mossa #5: lavoro di squadra

    Porre attenzione alla costruzione di corsi eLearning che richiedono (anche solo in parte) un lavoro di squadra da parte dei dipendenti.

    Ad esempio, la progettazione di un corso condiviso tra i membri di un team aziendale, all’interno del quale i vari moduli sono stati costruiti tenendo conto delle competenze tecniche e professionali di dipendenti diversi. Solo questi possono accedere a quello/quei determinati moduli.

    In questo modo il completamento dell’intero corso dipende da ogni membro del team.

  • 4 modi in cui l’Intelligenza Artificiale può migliorare l’eLearning

    4 modi in cui l’Intelligenza Artificiale può migliorare l’eLearning

    Possiamo definire l’AI (Intelligenza Artificiale) come l’abilità di un sistema di svolgere compiti e attività, risolvere problemi tipici della mente e delle abilità degli umani.

    Sono moltissimi gli ambiti della nostra vita in cui già sono presenti evoluti sistemi di AI contribuendo a rivoluzione la nostra vita quotidiana. Ma anche il modo di pensare, di lavorare e di apprendere.

    Questa tecnologia calata nel contesto e nel settore dell’eLearning ha potenzialità enormi in termini di:

    • facilitazione dell’apprendimento per l’utente
    • facilitazione per i fornitori nel mettere in piedi sistemi di formazione online.

    Per quanto riguarda la formazione, l’Intelligenza Artificiale è frutto di una combinazione di algoritmi che si basano su: machine learning, deep learning ed elaborazione del linguaggio umano naturale.

    Le 4 tecnologie basate sull’AI che possono cambiare l’eLearning

    1. Chatbot e linguaggio naturale: gli strumenti presenti sulle piattaforme eLearning, attraverso sistemi di intelligenza artificiale, saranno in grado di elaborare domande agli utenti e rispondere anche alle domande che questi intendono porgli. Inoltre, l’AI potrà anche occuparsi di ricercare nuovi materiali didattici, togliendo il compito manuale a una risorsa umana. Gli utenti possono interagire con un assistente virtuale in grado di riconoscere la sua lingua e di studiare e adattarsi alle pronunce, ai linguaggi e ai diversi suoni umani.
    2. Formazione più efficiente: con l’AI sarà possibile migliorare sempre di più i percorsi e le esperienza formative degli utenti ma senza rinunciare alla qualità.
    3. Scoperta dei contenuti: come dicevano al punto 1 l’intelligenza artificiale sarà in grado autonomamente di ricercare nuovi materiali didattici per determinate tipologie di utenti facendo utilizzo di sistemi online, come le piattaforme per i video (ad esempio YouTube) e i marketplace online per la formazione.
      In questo modo il sistema potrà proporre agli utenti delle nuove esperienze di formazione personalizzata in base al suo stile di apprendimento.
    4. Creazione di contenuti: la tecnologia AI applicata all’editoria di corsi eLearning cambierà il modo in cui le sofware house creeranno i corsi per gli utenti.
      Grazie ai Big Data si potranno raccogliere una quantità enorme di dati e informazioni.
      Grazie all’AI questi dati e informazioni raccolte potranno essere trasformate in storie, articoli, video.

    L’AI fondamentale per l’eLearning           

    Il successo dell’integrazione tra AI e eLearning dipenderà sicuramente dal numero di persone che decideranno di utilizzare sistemi basati questo binomio.

    È indubbio che l’Intelligenza Artificiale invade già oggi la nostra vita quotidiana e lavorativa, pertanto siamo certi che diverrà anche una chiave fondamentale per il successo e il miglioramento della formazione eLearning.

  • Stress Lavoro Correlato: le fonti

    Stress Lavoro Correlato: le fonti

    Secondo l’Accordo Europeo sullo Stress Lavoro Correlato siglato nel 2004, lo stress è definibile come “una condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale ed è conseguenza del fatto che alcuni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o alle aspettative riposte in loro”.

    Dal 1 gennaio 2011 è obbligatorio per le aziende italiane valutare anche lo Stress Lavoro Correlato, obbligo già anticipato dal decreto legislativo 81/2008 in conformità all’Accordo Europeo del 2004 sopracitato.

    La valutazione del rischio da parte del datore di lavoro deve essere effettuata con frequenza non inferiore ai tre anni, salvo i casi in cui valutazioni precedenti su uno specifico soggetto non segnalino l’esigenze di svolgere la valutazione a intervalli più ravvicinati.

    Lo Stress Lavoro Correlato è definibile, dal lato umano, come la percezione che il lavoratore avverte quando le richieste dell’organizzazione e dell’ambiente lavorativo eccedono le sue capacità individuali e professionali per fronteggiare tali richieste.

    Fonti dello Stress Lavoro Correlato

    Le fonti dello Stess Lavoro Correlato possono essere definite su due distinti piani: il primo riguarda le fonti di stress che derivano dall’ambiente di lavoro e le seconde invece dal contenuto specifico del lavoro.

    Per quanto riguarda le prime riconosciamo tra le principali fonti di stress:

    • cultura organizzativa dell’azienda (scarsa comunicazione, scarso sostegno e assenza di obiettivi professionali)
    • definizione della carriera professionale e del ruolo dell’individuo all’interno dell’azienda
    • difficoltà nella gestione dei rapporti interpersonali sul luogo di lavoro

    Sono invece fonti di Stress che dipendo dal contenuto del lavoro:

    • orari di lavoro pesanti
    • carichi di lavoro eccessivi
    • organizzazione del lavoro non conforme alle competenze professionali
    • carenze infrastrutturali (scarsa illuminazione, spazi insufficienti, scarse condizioni igieniche e temperature non ottimali)

    Check list per la valutazione dello Stress Lavoro Correlato

    Sono diverse le linee guida indicate per l’identificazione e la valutazione dello Stress sui luoghi di lavoro.

    Importante è non ricercare situazione di stress delle singole persone all’interno dell’organizzazione. È bene operare una valutazione che vada ad evidenziare eventuali fonti di stress localizzate per aree aziendali o reparti.

    L’utilizzo di questionari o check list da sottoporre a campione sono una pratica utilizzata per la valutazione di questo rischio e hanno l’obiettivo di individuare le persone, le aree o i reparti che sono soggetti al rischio e quindi di implementare le misure preventive necessarie.