Autore: Paola Tettamanti

  • Benessere sul lavoro: possiamo star bene lavorando?

    Benessere sul lavoro: possiamo star bene lavorando?

    Possiamo star bene lavorando? L’attenzione sempre maggiore alla prevenzione delle malattie professionali e al benessere sul lavoro anche come fattori di business sta ridisegnando la formazione alla sicurezza e alla salute sui luoghi di lavoro. Tra i rischi emergenti compaiono quelli connessi allo stress, alla sedentarietà e ai lavori pesanti e ripetitivi.

    Abbiamo intervistato Giorgio Mottini, Founder e Ceo di Eukinetica, una società che fa formazione alle aziende proprio sui temi connessi al benessere sul lavoro, nell’ambito dei programmi di aggiornamento quinquennale previsti dalla normativa.

    Benessere e lavoro: intervista a Giorgio Mottini

    Domanda: A seconda che si svolga un lavoro in piedi, da seduti o in movimento possono sorgere problemi di salute diversi. Ci puoi spiegare anzitutto quali sono i disturbi più frequenti legati alle differenti tipologie di lavoro?

    Giorgio: Generalmente laddove c’è una mansione con un movimento ripetuto, la parte del corpo che compie il gesto può divenire sofferente. Inizialmente a livello di tensioni e rigidità muscolari, successivamente si possono presentare infiammazioni tendinee e delle componenti articolari. Infine usura delle stesse con la comparsa di patologie croniche associate a dolori. E così il piastrellista potrebbe avere problemi alle ginocchia, il parrucchiere alle spalle, il massaggiatore alle mani. Un operaio che utilizza frequentemente un trapano avvitatore potrebbe soffrire di problematiche muscolo-articolari alla mano, ai polsi, ai gomiti, alle spalle e alla cervicale a seconda anche delle posizioni del corpo che mantiene durante l’utilizzo dell’attrezzo.

    Questo tipo di insorgenza può avvenire soprattutto nei lavori più manuali ma non solo. Al tunnel carpale, che è una patologia a carico del polso, può andare incontro anche l’impiegato che utilizza il mouse e la tastiera per diverse ore al giorno, mantenendo l’arto superiore in una posizione non neutra e di sforzo.

    E poi oltre ai movimenti ripetitivi ci sono le posture incongrue. Sono quelle posizioni che in alcuni casi sono apparentemente innocue, che per il solo fatto di essere mantenute a lungo possono nel medio lungo periodo portare a vari disagi. È il caso di tutti quei disturbi della colonna vertebrale (algie muscolari, artrosi, discopatie, ernie eccetera) che colpiscono chi sta molto a sedere. La posizione seduta è infatti una posizione che aumenta il carico a livello dei dischi intervertebrali a causa della modificazione delle curve fisiologiche della colonna.

    Anche la posizione in piedi statica prolungata tipica di alcune professioni come il barista, l’addetto alla reception o di alcune mansioni delle fasi di lavorazione delle linee di produzione, non è da meno nel poter creare dolorosi fastidi. Gonfiore agli arti inferiori per ristagno venoso o dolori muscolari vari soprattutto se l’appoggio dei piedi non è quello ideale.

    Formare al benessere sul lavoro: un’opportunità da non perdere

    Domanda: Che cosa bisogna fare per per prevenire queste problematiche?

    Giorgio: Potremmo dire che ogni lavoro ha le sue ed è bene diventare un po’ più consapevoli di come funziona il nostro corpo, per rimanere in salute evitando i rischi ergonomici della professione svolta.

    Per rimanere in salute è bene diventare un po’ più consapevoli di come funziona il nostro corpo

    Domanda: Che cosa fate quando andate a fare formazione nelle aziende? Ci puoi raccontare come si svolge un percorso tipo con voi?

    Giorgio: Nella formazione facciamo riflettere le persone su quali siano i bisogni reali del nostro corpo riscoprendo anzitutto quali sono le sue modalità di comunicazione. Poi cerchiamo di capire meglio cosa sia più naturale fare per stare bene. Comprendiamo da quali leggi è governata la nostra postura, perché si può alterare nel tempo e come questa è strettamente connessa con i nostri dolori muscolo-articolari.

    Con la consapevolezza acquisita le persone sono maggiormente motivate a mettere in pratica i nostri consigli. Proponiamo soprattutto microginnastiche, ovvero piccoli esercizi facilmente integrabili sul lavoro e nella vita personale che necessitano di qualche minuto al giorno per essere svolti. In aula i partecipanti possono sentire concretamente, attraverso test specifici che facciamo eseguire, come in poco tempo si possono ottenere grandi cambiamenti e benefici.

    Benessere e lavoro: consigli pratici

    Domanda: La prevenzione dei disturbi dovuti alla professione è anche connessa allo stile di vita: ci puoi spiegare in che modo lo stile di vita impatta sul lavoro?

    Giorgio: Come diciamo spesso durante i nostri corsi, la salute è un diritto ma è anche una responsabilità di ognuno di noi. Ciò che succede al nostro corpo sul lavoro influenza solo in parte il nostro stato di salute. Non dobbiamo trascurare infatti l’importanza dell’alimentazione che adottiamo, della qualità delle emozioni che viviamo e dell’attività motoria che facciamo nel nostro tempo libero.

    La salute è un diritto ma è anche una responsabilità di ognuno di noi

    Sono convinto che le persone per stare bene debbano prendersi cura di sé stessi con coscienza e prevalentemente in autonomia. Non devono demandare il proprio stato di benessere al caso o ad altre figure professionali che, ci tengo a chiarire, in alcuni casi sono fondamentali.

    Uno dei tasselli che ritengo importanti per raggiungere questo stato è proprio la formazione esperienziale. Insomma ciò che facciamo al di fuori dell’orario di lavoro conta molto. Lamentarsi addossando le colpe dei nostri acciacchi a quello che facciamo nella nostra professione è un voler fuggire da quelli che sono i nostri doveri nel rispettare noi stessi.

    Domanda: Per finire puoi darci qualche consiglio pratico per star bene lavorando?

    Giorgio: Per prima cosa cercate di staccare la spina nei momenti di pausa, dedicatevi a voi stessi, ascoltate le sensazioni del vostro corpo e dialogate con lui. Se per esempio sentite che un muscolo è corto non esitate ad allungarlo, anche stiracchiandovi istintivamente come fanno i gatti o altri animali.

    Quando mangiate, mangiate e basta ….e se avanza tempo fatevi una camminata se il tempo lo consente, anche solo di quindici minuti. Ricordate che il corpo comunica costantemente dicendoci ciò che gli piace e ciò che non gli piace.

    Buon ascolto!

  • E-learning: i principali trend per il 2019

    E-learning: i principali trend per il 2019

    Quello dell’e-learning è oggi un mercato solido e supportato dal riconoscimento, condiviso dai vertici aziendali, che la formazione e lo sviluppo delle competenze sono un importante fattore di business.

    L’aumento della soddisfazione dei dipendenti, sostenuto dall’offerta di una formazione adeguata ed efficace, contribuisce ad incrementarne la produttività, e agisce anche come fattore di job retention. Un lavoratore soddisfatto, che vede riconosciuto il proprio talento e vede investire sulla crescita delle proprie conoscenze e competenze, non  è solo un lavoratore più produttivo ma è anche un lavoratore che resta.

    E-learning: la soluzione ideale per formare in azienda

    Nuove generazioni di lavoratori, dai Millennials alla Gen Z, impongono di ripensare la formazione a loro misura; la tendenza delle aziende a delocalizzare la produzione incrementa la domanda di formazione sulle lingue e su conoscenze pratiche e specifiche.

    L’e-learning, con il suo focus sulla tecnologia, è la risposta perfetta a queste nuove esigenze perché, rispetto alla formazione tradizionale, offre

    • un rapporto migliore costo/efficacia
    • un maggior grado di flessibilità e fruibilità
    • un livello crescente di personalizzazione dei percorsi formativi.

    Oggi, l’introduzione di tecnologie social, mobile, analytics e cloud ha aumentato ulteriormente la capacità attrattiva dell’e-learning. Per questo sempre più organizzazioni scelgono l’e-learning come soluzione migliore, adatta al proprio budget e capace di rispondere alle mutevoli esigenze del business.

    I trend dell’e-learning nel 2019

    Vediamo ora su quali fronti si svilupperà l’e-learning nei prossimi anni per rispondere alla richiesta da parte delle aziende di  una formazione sempre più efficace, veloce, mirata, personalizzata e automatizzata.

    Gestione automatizzata delle competenze

    Negli ultimi anni le tecnologie formative si sono evolute: da semplici LMS progettati per ospitare e gestire contenuti didattici a sistemi su cloud con nuove funzionalità capaci di gestire in modo sicuro e “intelligente” i percorsi didattici.

    Oggi le aziende chiedono di collegare la formazione allo sviluppo delle competenze: gli LMS devono diventare capaci di gestire un cospicuo volume di dati per disegnare percorsi di apprendimento a misura di persona basati sulle competenze da sviluppare.

    Il LMS deve dunque offrire funzionalità che permettano di

    • valutare le competenze
    • gestire i ruoli
    • assegnare specifiche attività di formazione per colmare i gap di competenze in ruoli specifici.

    In questo modo diventa più semplice la ricerca delle persone giuste all’interno dell’azienda, si riducono i costi di assunzione e si assicura ai manager un modo per individuare i gap di competenze tra i dipendenti.

    Social Learning

    Gli strumenti per la formazione social e collaborativa costituiscono una delle maggiori priorità tecnologiche tra le organizzazioni.

    L’essenza del social learning è il coinvolgimento, il focus si sposta dunque dall’erogazione dei contenuti al modo più efficace per aiutare i dipendenti a connettersi tra loro.

    Il futuro delle tecnologie social non riguarda dunque lo sviluppo di uno specifico strumento o piattaforma, ma l’individuazione del modo migliore con cui questi strumenti possono supportare le interazioni tra i lavoratori e utilizzarle nei processi formativi.

    Mobile learning

    La fruizione da dispositivo mobile è ormai un must per la formazione in e-learning. Ma non basta che i contenuti si adattino allo schermo dello smartphone. Occorre che siano progettati con un approccio diverso, che ne faciliti la condivisione e che stimoli la conversazione tra gli utenti per incoraggiarli a pensare e a confrontarsi sugli obiettivi formativi.

    I contenuti devono dunque avere caratteristiche imprescindibili:

    • rilevanza: l’utilità pratica della pillola formativa deve essere immediatamente spendibile sul lavoro
    • semplicità: se puoi, dillo con un video o con un’immagine
    • ripetizione: ripetere i punti chiave aiuta a memorizzarli
    • micro taglia (bite-sized): brevi ed efficaci, devono essere fruibili in qualsiasi momento
    • gamification: elementi di gioco aumentano il coinvolgimento e l’interesse dell’utente.

    Gamification

    Anche la gamification resta uno dei must dell’e-learning per i prossimi anni. Creare incentivi o ricompense con cui premiare i migliori risultati formativi, costruire scenari in cui l’utente deve prendere decisioni, condividere i propri risultati con gli altri utenti sono altrettante strategie per aumentare il coinvolgimento delle persone e quindi aumentare l’efficacia della formazione.

    La gamification permette anche di

    • approcciare la formazione con un atteggiamento più positivo
    • incrementare le opportunità di auto-apprendimento
    • garantire agli utenti un controllo maggiore sulla propria esperienza formativa
    • massimizzare il ROI: una formazione più coinvolgente ed efficace massimizza l’uso del budget.

    Intelligenza artificiale

    L’IA applicata all’e-learning serve a incrementare l’automazione e la personalizzazione del software utilizzato per la formazione online, simulando il comportamento umano, il linguaggio naturale e il ragionamento. 

    L’IA ha bisogno di un grosso volume di dati da analizzare: più dati sono disponibili, più mirati saranno i suggerimenti generati. Per questo motivo occorre progettare la formazione così da

    • tracciare il più possibile l’esperienza di apprendimento dell’utente
    • immagazzinare tutti i dati di tracciamento
    • interpretarli restituendo feedback “intelligente”.

    La formazione risulterà così supportata da una serie di algoritmi specializzati ciascuno per un compito specifico:

    • analisi/lettura di contenuti
    • estrazione di “pillole” formative
    • ri-aggregazione delle “pillole” in percorsi formativi basati sulle preferenze e lo stile di apprendimento dell’utente.

    La capacità di aggregare e selezionare i contenuti generati avrà anche una ricaduta lato amministrazione, liberando gli amministratori dai compiti più ripetitivi e complessi.

    Il sistema risulterà così in grado di guidare l’efficacia complessiva di un percorso formativo individuale.

    Conclusioni

    Oggi sempre più organizzazioni riconoscono l’importanza della formazione come fattore di business strategico.

    L’ingresso nel mondo del lavoro di nuove generazioni di lavoratori, la rapidità dell’evoluzione tecnologica in atto e la necessità di adattare le competenze a questo scenario hanno ridisegnato esigenze e opportunità della formazione.

    E l’e-learning, con i trend che abbiamo delineato qui sopra, offre una base ideale su cui sviluppare le future strategie di formazione aziendale.

  • L’ABC della formazione in e-learning

    L’ABC della formazione in e-learning

    La formazione in e-learning è ormai un modello di apprendimento sperimentato e diffuso nel mondo aziendale. È apprezzata per le sue caratteristiche peculiari – è interattiva e flessibile – e per la sua convenienza.

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